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Città di Milano

Visita il sito: http://www.aboutmilan.com/it/la-citta-di-milano.html

Ricca di storia, di monumenti, di eventi e di negozi, Milano è una città bellissima che “non si svela al primo sguardo” , come si legge sul New York Times. Una città dinamica in grado di offrire molto e soddisfare tutti.

Se hai scelto di farti adottare dal capoluogo lombardo, non potrai che rimanere incantato da tutte le sfumature culturali, di stile e di vita che la città offre.

Ma fai attenzione: ecco 10 cose essenziali da sapere assolutamente se vuoi vivere a Milano.

1.Le palle del toro

La prima cosa che devi fare quando arrivi a Milano è andare in Galleria Vittorio Emanuele

Photo By G.dallorto - via Wikimedia Commons

Photo By G.dallorto – via Wikimedia Commons

Qui  gira su te stesso per 3 volte col tallone del piede destro piantato in corrispondenza dei genitali del toro ritratto a mosaico entro lo stemma della città di Torino sul pavimento dell’Ottagono della galleria.  La tradizione infatti, afferma che questo gesto porti fortuna tanto che ormai il povero toro potrebbe fare la voce bianca.

2. Attento alle scale mobili

Milano è servita da una capillare ed efficiente rete di mezzi pubblici che la rende una città facile da girare e da vivere.

Photo: Di JasonParis [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Photo: Di JasonParis [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

Se hai deciso di vivere a Milano sicuramente ti muoverai anche grazie alla metropolitana (che ti porterà anche dal toro) . Ma stai attento: tieni sempre la destra sulle scale mobili se non vuoi rischiare di esser travolto da chi ha più fretta di te.

3. A Milano chi si ferma è perduto.

Per i milanesi la giornata dovrebbe durare almeno 48 ore. Sono frenetici, dinamici e veloci. La fretta è quasi una loro caratteristica, anche quando camminano.

smartphone

Quindi quando sei per strada, presta sempre attenzione e soprattutto non distrarti : camminare con lo sguardo rivolto allo smartphone o con la  musica ad alto volume nelle cuffie in ore di punta in zone di grande passaggio, non è l’atteggiamento giusto per vivere la città. I cosiddetti zombie da smartphone hanno vita dura a Milano.

4. La circonvalla

Se non conosci la città e devi raggiungere un punto B da un punto A, non ti preoccupare. Prendendo una delle tre circonvallazioni (dette alla milanese: circonvalla) arriverai (quasi) sicuramente alla meta.
milano circonvallazioni

Le 3 circonvalle sono: la Cerchia dei Navigli, la circonvallazione interna – detta anche cerchia dei Bastioni  e la circonvallazione esterna conosciuta soprattutto perchè percorsa dalle linee dalle linee filoviarie 90, 91 e 92, filobus che viaggiano a qualsiasi ora del giorno e della notte. Questa serie di viali sono l’unione logica di più strade di collegamento grazie a cui puoi arrivare in qualsiasi parte di Milano girando intorno alla città.

5. A Milano venera il culto dell’Happy Hour

Comunemente conosciuto come aperitivo, Milano ne è la capitale con i suoi mitici Happy Hour , ricchi aperitivi che spesso sostituiscono la cena.happyhour

Dopo otto ore di lavoro o per stare in compagnia, l’aperitivo è l’occasione migliore per bere qualcosa e stare in compagnia. Protagonisti assoluti dell’ aperitivo milanese, sono i ricchissimi buffet che accompagnano l’ happy hour rendendolo ancora più happy. Dalle focaccine alle pizzette, dai primi piatti ai secondi più elaborati, l’happy hour è un degno sostituto della cena che non potrai non provare.

6. Milano è una città evento

Milano è capace di trasformarsi in una città evento, e coinvolgerti in un ricco calendario di appuntamenti che vanno dalla moda al design, dalla cultura allo sport.statale2

Milano è la capitale della moda e del design, ha una vivace e fervente attività legata alla cultura, alle culture e allo sport, oltre ad esser un grande centro finanziario e di business. Tutte attività che vengono promosse con una serie di eventi in cui, anche solo per caso, almeno una volta capiterai. Come per la settimana del design fuorisalone, durante la quale la città si trasforma in un grande evento diffuso al quale non puoi non partecipare. Ma anche la domenica c’è sempre qualcosa che ti aspetta. Insomma: a Milano non c’è il rischio di annoiarsi.

7. A Milano c’è il mare

Da  ex scalo per idrovolanti realizzato alla fine degli anni venti, all’attuale mare dei milanesi: è l’Idroscalo.

milano idroscalo

Forse proprio come il mare non è, ma è conosciuto come mare dei milanese per esser l’unico bacino d’acqua che potesse mitigare le caldi estati milanesi. L’idroscalo è un’importante componente del sistema dei parchi milanesi, pur non essendo propriamente in città ma vicino all’aeroporto di Linate, e che, almeno una volta, vale la pena di esser visto. Innumerevoli le attività e gli eventi organizzati all’idroscalo, nonchè i locali notturni presenti nelle vicinanze.

8. Milano è la patria della sharing economy

Macchine, motorini, macchine elettriche e biciclette.  A Milano non c’è il rischio di rimanere a piedi, è tutto in sharing.sharing

Milano è una Smart City e come tale promuove valori come quelli della mobilità sostenibile, della sharing economy e dello smart living. In questa strategia si collocano gli innumerevoli servizi in sharing per il noleggio di macchine, motorini e biciclette che con un abbonamento annuale puoi usare quando vuoi e per il tempo che ti servono. Insomma a Milano non c’è il riscio di rimanere a piedi. Mai.

8. Ztl & company

Se le conosci le eviti, se non le conosci son multe salate. Sono le ZTL e le corsie preferenziali.ztl_milano

Se devi guidare a Milano ma non conosci la città, attento alle ZTL, aree C – le zone a traffico limitato – e alle corsie preferenziali. Le prime sono aree in cui l’accesso e la circolazione libera dei veicoli è consentita in orari prestabiliti altrimenti è a pagamento. Le corsie preferenziali sono riservate al transito di mezzi pubblici e motorini. In entrambe i casi, controlla sempre dove vai per evitare di trovarti la sorpresa di una multa salata.

9. Mangia quanto vuoi fino a che puoi

Se hai fame, Milano è in grado di soddisfare qualsiasi tua esigenza. Dalla cucina tradizionale a quella più ricercata, fino all’ All You Can Eat, a Milano ce n’è per tutti i gusti.

sushi

Dal Lunedì alla Domenica, a Milano ogni giorno è buono per provare una specialità gastronomica diversa. Dallo street food più sfizioso all’ hamburger più gustoso, dalla pizza alta alla cena più ricercata, fino al brunch della domenica, rito irrinunciabile per i più modaioli. E se la fame è tanta, sappi che Milano ospita un’altissima concentrazione di ristoranti All You Can Eat. Sono per lo più ristoranti con cucina cinese / giapponese, sono tanti e costano poco. Con una modica spesa puoi mangiare tutto quello che il menù offre fino a quando non ne puoi più. Ma senza sprechi o altrimenti paghi la multa.

10. La schiscetta

Se in pausa pranzo resti in ufficio a mangiare, ti devi portare la schiscetta.

schiscia

Non tutti amano mangiare fuori per la pausa pranzo in ufficio. Vuoi per la ripetitività dei menù che i bar / ristoranti offrono, vuoi per questioni di alimentazione, o vuoi per la dieta. Se anche tu ti porterai il pranzo da casa, sappi che ti stai portando la schiscetta, il lunch box alla milanese che ti terrà compagnia in sala break con i colleghi o davanti al pc a scorrere la timeline di facebook.

fonte: http://blog.casa.it/2015/10/29/10-cose-da-sapere-se-vuoi-vivere-a-milano/

Venezia

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Verona


Visitare il centro storico di Verona

Le più importanti attrazioni durante una breve passeggiata

Chi va a Verona o passa da qui, non deve lasciarsi sfuggire l´occasione di dedicare un po´ di tempo a questa città e di fare una breve passeggiata attraverso il centro storico. Anche se non avete programmato di visitare Verona e siete solo di passaggio, tranquilli! La città può anche essere vista in un paio d’ore. L´atmosfera di questa città particolare, però, vi renderà la partenza molto difficile. Una volta recatovi in città, non potete perdere la Piazza Brà, l´Arena romana, il Castelvecchio così come la casa di Giulietta – ci sono migliaia di motivi per fare una breve passeggiata attraverso il centro storico.

Visitare Verona in poche ore

Per chi ha pochissimo tempo a disposizione per visitare Verona, abbiamo compilato una breve passeggiata attraverso il centro storico di questa stupenda città di circa 2 a 4 ore. Questo itinerario vi darà una prima impressione della città e dei suoi pregi. A tutti coloro che vorrebbero visitare le attrazioni anche all´interno, consigliamo l´acquisto della Verona Card per 2 giorni al prezzo di 15 euro. Fidatevi – in questo modo risparmierete sugli ingressi, anche se si tratta di una passeggiata di poche ore!

·      Il nostro punto di partenza è Piazza Brà, una delle piazze più grandi e più belle di Verona

·      La prima meta è l´imponente Arena romana, situata direttamente in piazza. D´estate l´Arena ospita l´Opera Festival veronese, motivo per cui vedrete dei lavori in corso per la costruzione dei diversi palcoscenici. (Ingresso gratuito con la Verona Card).

·      Dall´Arena di Verona prendete la famosa via dello shopping Via Mazzini fino a raggiungere Via Cappello.

·      Una volta arrivati in Via Cappello, girate a destra e percorrete ca. 50 metri. Attraverso un arco della porta raggiungerete la casa di Giulietta (ingresso gratuito con la Verona Card), dove si trovano il famosissimo balcone e la statua in bronzo di Giulietta.

·      Arrivati nuovamente in Via Capello, tornate indietro per i 50 metri precedentemente percorsi fino a raggiungere la Piazza delle Erbe, il vecchio centro di Verona.

·      Qui troverete la Torre dei Lamberti (ingresso gratuito con la Verona Card); arrivati in cima alla torre godrete di una vista mozzafiato della città.

·      Se avrete ancora tempo e voglia, potrete fare una scappatina alle tombe degli Scaligeri che si trovano all´uscita posteriore della Piazza dei Signori.

·      Tornati in Piazza delle Erbe, imboccate il Corso Porta Borsari fino a raggiungere l´antica porta d´ingresso alla città, la Porta Borsari.

·      Il Corso Cavour vi porterà alla fortezza degli Scaligeri, il Castelvecchio (ingresso gratuito con la Verona Card), collegato al ponte di fuga – il Ponte Scaligero.

·      Imboccando la Via Roma, passerete davanti ai Portoni della Brà per raggiungere nuovamente Piazza Brà, dove potrete concludere la vostra giornata in uno dei numerosi ristoranti.

Ovviamente potrete prolungare questo breve itinerario attraverso il centro storico di Verona a vostro piacimento. Su ZAINOO troverete numerose altre attrazioni come il Teatro Romano, il Duomo di Verona e la Tomba di Giulietta che distano solo pochi passi dal centro storico.

Se, invece, volete visitare Verona, senza però lasciarvi sfuggire l´occasione di fare shopping, la Via Mazzini fa per voi!

visita il sito web: http://www.tourism.verona.it/it

fonte: https://www.zainoo.com/it/guida-italia/veneto/visitare-verona/cosa-visitare-verona

Mantova

Palazzo Ducale a Mantova

Nelle oltre 500 stanze che il formano Palazzo Ducale di Mantova, la famiglia Gonzaga visse e governò dal 1328 al 1707, cioè fino a quando il duca Ferdinando Carlo fu costretto all’esilio.

Palazzo Ducale a Mantova
Palazzo Ducale a Mantova

Quella che per molti è una Reggia, di pari dignità di quelle di Parigi, Vienna o Caserta, è il risultato della fusione cinquecentesca di più edifici disposti tra il Lago Inferiore e Piazza Sordello. Il nucleo originario sono il Palazzo del Capitano e la Magna Domus edificati dalla famiglia Bonacolsi. Con l’arrivo dei Gonzaga questi edifici si integrarono con nuove costruzioni, fino a formare la Corte Vecchia. Qui, tra cortili, giardini, stanze, è da non perdere il ciclo di affreschi che il Pisanello dipinse per volere di Gianfrancesco Gonzaga. Nel 500 si aggiunge alla Corte Vecchia il Castello di San Giorgio dove si trova la celebre Camera degli Sposi di Mantegna (vedi punto 4). Dal 1480, addossata alla Corte Vecchia viene edificata la Domus Nova e il Palazzo Ducale prende l’aspetto definitivo che ha oggi. Purtroppo della sontuosità degli interni resta ben poco: con la fine delle fortune familiari, i Gonzaga furono costretti a vendere opere e arredi. Il resto lo fecero le armate napoleoniche in Italia. Ancora visibile, per fortuna, la Famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità di Rubens.

Palazzo Te a Mantova

Contrariamente a quello che alcuni pensano, il nome di Palazzo Te non deriva dalla famosa bevanda ma più probabilmente dal nome di un’isola, chiamata Teieto, poco distante da quella più grande e su cui sorse poi Mantova.

Palazzo Te a Mantova
Palazzo Te a Mantova

Agli inizi del 1500 Francesco Gonzaga fece costruire una piccola casa padronale e delle stalle per godersi la tranquillità dell’isola. Fu solo nel 1524, quando Federico II Gonzaga si entusiasmò per un progetto di Giulio Romano, che iniziò la costruzione del Palazzo Te così come lo vediamo oggi. Romano era stato il migliore allievo di Raffaello e come scrisse poi il Vasari, era un artista che progettava “non abitazioni di uomini, ma case degli Dei“. Se volete sapere che faccia aveva questo artista, c’è un suo ritratto dipinto da Tiziano accanto alla biglietteria! Il Palazzo è ovviamente splendido: dalle facciate, all’esedra, alle infinite sale che si susseguono in una stupefacente sequenza di simboli e riferimenti alla vita dei Gonzaga e alla politica del tempo. Il culmine artistico si raggiunge nella Camera dei Giganti, un ciclo pittorico che per bravura tecnica e capacità innovativa è stato per molto tempo ineguagliato. L’affresco riprende il momento in cui Giove punisce i giganti per il loro tentativo di sostituirsi agli dei. Giulio Romano riesce a catapultare chi osserva nel centro della battaglia, grazie a una tecnica prospettica ottenuta dipingendo l’intera parete, dal pavimento al soffitto. Da non perdere.

Castello di San Giorgio a Mantova

Nel Castello di San Giorgio si trova la più importante opera d’arte di Mantova: è la camera picta o Camera degli Sposi dipinta dal Mantegna dal 1465 al 1474. Grazie ad un’abile divisione degli spazi e all’uso eccezionale della prospettiva, Mantegna riesce a trasformare le pareti in uno spazio in cui entrano in scena i personaggi della Famiglia Gonzaga.

La Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova
La Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova

Nella prima parete (“della corte”), sono ritratti tutti i componenti della famiglia Gonzaga: il marchese Ludovico II e la moglie Barbara di Brandeburgo sono circondati dai figli e dai familiari. Ludovico, girato verso il segretario Raimondo dei Lupi, riceve una lettera mentre la piccola Paola porge una mela alla madre. Da notare il cane Rubino e la nana che guarda verso lo spettatore. La seconda scena (detta “dell’incontro”) è la celebrazione della linea dinastica: qui Ludovico II Gonzaga si trova al cospetto del figlio Francesco, nominato cardinale, che tiene per mano il fratello Ludovico che, a sua volta, dà la mano al nipote Sigismondo. Sullo sfondo c’è Roma Una curiosità: sono presenti tre firme di Mantegna. La prima sopra la porta, in una targa tenuta da putti alati, la seconda proprio accanto, sul pilastro, dove l’artista si raffigura come una sorta di fiore. La terza, nelle nuvole a sinistra nella volta.

Chiesa di Sant’Andrea a Mantova

Secondo la tradizione nella Chiesa di Sant’Andrea è custodito la terra con il sangue di Cristo che Longino, il centurione romano che gli trafisse il costato, raccolse ai piedi della Croce.

Chiesa di Sant'Andrea a Mantova
Chiesa di Sant’Andrea a Mantova

È il Sacro Graal, quindi, che Longino alla sua morte (37 d.C) sotterrò per evitare che andasse disperso. Per circa 800 anni se ne persero le tracce e fu Sant’Andrea a indicare dove ritrovare la prima urna. Con questa scoperta, Mantova diventa sede vescovile e viene costruita una piccola chiesa in onore dell’Apostolo Andrea. Nel 1048 avviene il secondo ritrovamento della reliquia e delle ossa di S. Longino, a cui è dedicata una cappella. La chiesa venne infine ristrutturata definitivamente a partire dal 1472, su progetto di Leon Battista Alberti, anche se la morte dell’artista e i successivi stravolgimenti ne hanno alterato l’impianto rinascimentale. La cripta conserva, con un sofisticato meccanismo a 12 chiavi, le reliquie che vengono tirate fuori solo il venerdì santo.

Rotonda di San Lorenzo a Mantova

La Rotonda di San Lorenzo è la chiesa più antica di Mantova. Costruita ad immagine della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme è a pianta centrale con un matroneo in alto.

Rotonda di San Lorenzo a Mantova
Rotonda di San Lorenzo a Mantova

L’interno è a navata unica, con la parte centrale preceduta da un deambulatorio con otto colonne. La chiesa era completamente affrescata ma le vicissitudini che ha attraversato durante i secoli hanno lasciato solo resti di affreschi, tra cui un “San Lorenzo sulla graticola“. Usata come magazzino e poi cortile, fu riconsacrata nel 1926 e riportata all’antico splendore demolendo le case che ne ostruivano la vista.

 

Piazza Sordello e Duomo di Mantova

La piazza più grande ed importante di Mantova è dedicata al poeta trovatore Sordello ma per secoli si è chiamata Piazza San Pietro. Piccolo gioiello di armonia, Piazza Sordello è il luogo dove Mantova è stata fondata e in cui la bellezza della città lombarda trova la sua sintesi migliore.

Piazza Sordello e Duomo di Mantova
Piazza Sordello e Duomo di Mantova

Il Duomo è la chiesa più importante della città, anche se non bella quanto la vicina Sant’Andrea. All’interno sono seppelliti i più importanti membri della famiglia Gonzaga. Accanto al Duomo c’è la Torreche si trova in fondo alla piazza, mentre da sinistra si susseguono il Palazzo Vescovile, Palazzo degli Uberti col suggestivo vicolo Bonacolsi, Palazzo Castiglioni e il Palazzo Acerbi con la Torre della Gabbia. Dall’altro lato della piazza si stagliano le suggestive sagome del Palazzo del Capitano e della Magna Domus, nucleo originari del Palazzo Ducale (vedi punto 1).

Piazza delle Erbe a Mantova

Come accade per molte città venete e lombarde, anche a Mantova il nome di Piazza delle Erbe indica la secolare funzione di luogo commerciale della città, in particolare di mercato di frutta e verdura.

Piazza delle Erbe a Mantova
Piazza delle Erbe a Mantova

Oggi sono le botteghe sotto ai portici, i tavolini dei bar e quelli dei ristoranti a caratterizzare il cuore commerciale e turistico di Mantova. Partendo dalla Rotonda di San Lorenzo (Vedi punto 5), nell’estremo angolo a destra c’è la Casa del Mercante mentre a sinistra della Rotonda si eleva la Torre dell’Orologio astronomico (1473) e accanto il Palazzo della Ragione. La piazza si chiude con il Palazzo del Podestà, detto anche “Palazzo del Broletto” (1227). Sul lato posteriore c’è una statua duecentesca di Virgilio in cattedra, che i mantovani chiamano più semplicemente, la vècia, la vecchia in dialetto.

Sabbioneta nei dintorni di Mantova

Nel 2008 l’Unesco decise di dichiarare Mantova Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Al gioiello lombardo, però, aggiunse la vicina cittadina di Sabbioneta come esempio della città ideale rinascimentale. Costruita in poco più di 30 anni per volontà di Vespasiano Gonzaga, Sabbioneta è uno straordinario esempio di città fortificata pianificata e costruita da zero, allo stesso tempo città militare e residenziale, corte cittadina e rurale.

Sabbioneta nei dintorni di Mantova
Sabbioneta nei dintorni di Mantova

Diverse opere rendono Sabbionetà un luogo unico: il Teatro all’Antica, il primo costruito in Europa per svolgere questa funzione, quindi non ricavato da edifici preesistenti; la Galleria degli Antichi, la più lunga d’Italia dopo quella delle Carte geografiche in Vaticano e quella degli Uffizi a Firenze. Tra gli altri edifici rappresentativi, Palazzo Ducale dimora del Duca quando era al governo e Palazzo Giardino, luogo di ozio e di riposo. Oltre ad uno straordinario luogo urbano, Sabbioneta è anche inserita in una splendida cornice naturaleal centro della Pianura Padana, a pochi chilometri dalla confluenza del Po con l’Oglio.

Cosa mangiare a Mantova

“Consistente” è l’aggettivo che più facilmente ci sentiamo di abbinare alla cucina mantovana, in cui prevalgono gli ingredienti di terra e le carni. Come potrebbe essere altrimenti?

Cosa mangiare a Mantova. La Sbrisolona.
Cosa mangiare a Mantova. La Sbrisolona.

Siamo al centro della Pianura Padana, la cui fertilità è stata usata dai mantovani soprattutto per coltivare zucche che poi ritroviamo in molti piatti, dai famosi tortelli ai dolci. Da Mantova al Veneto si stendono chilometri di risaie in cui si coltiva il celebre “Vialone Nano”, che trova la sua espressione più elevata nel “Risotto alla pilota“, condito con salamella di maiale. “Cucina di popolo e di principi“, così si definisce la tavola mantovana, e non è un caso che in molte ricette, note della spesa e inventari lasciati dai Gonzaga, il maiale comparisse sempre come re della tavola. Avevano a corte un masalin (norcino) considerato “perfecto maestro de tal mestero“. Il mestiere era quello di far salami, coppa e pancetta, tradizione che vive ancora oggi a Mantova e dintorni. Tra i primi da non perdere anche i bigoli, tutte le paste fresche con l’uovo, gli agnolini (specie di tortellini). Siamo inoltre in terra di Lambrusco, Parmigiano, Grana  e mostarde, che non mancano mai dalla tavola. Tra i secondi regnano il brasato, lo stracotto, il bollito misto e il cotechino. Il dolce per eccellenza è la sbrisolona, torta delicata (nel senso che si spappola sulla forchetta) a base di mandorle.

visita il sito web: http://www.turismo.mantova.it
fonte: http://www.10cose.it/mantova/cosa-vedere-mantova